
Con il termine learning disabilities si fa riferimento a quel gruppo eterogeneo di disturbi in cui si manifestano difficoltà nell’acquisizione e nell’uso delle abilità di ascolto nell’espressione orale, lettura, ragionamento e matematica; e che sono causati da disfunzioni a carico della connettività tra le regioni del cervello umano (Hammill, 1990).
Il primo a proporre una definizione di learning disabilities fu Kirk nel 1962. Tale definizione fu ufficializzata al primo meeting della ACLD di Chicago del 1963.
Si parla di BES come di una categoria pedagogica e non diagnostica, di cui fanno parte alcune tipologie di disturbi che necessitano di un supporto educativo specifico:
⮚Disabilità generale (legge 104/92 e in parte Funzionamento intellettivo limite);
⮚Disturbi evolutivi specifici (DSA, ADHD, DSL, Disturbo coordinazione motorio ecc, Funzionamento intellettivo limite);
⮚Svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale.
Cornoldi nel 1991 decise di tradurre questa espressione con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La sigla DSA sta per «disturbi specifici dell’apprendimento». Si tratta di una categoria clinica omogenea, cronica ed evolutiva che coinvolge uno specifico dominio di abilità, lasciando inalterato il funzionamento intellettivo generale.
